Lasagna Mozzarella e Funghi
Stanchi delle classiche Lasagne al ragù?
Vi proponiamo un’ottima variante con funghi porcini e mozzarella che ben si sposano per un piatto autunnale o invernale.
Le lasagne ai funghi porcini sono una portata ideale per un pranzo domenicale o per una cena con amici.
I funghi porcini regalano alla tradizionale lasagna una sfumatura più ‘montana’, riportando al palato i sapori di una volta. Read more >>
Impiattare: arte da imparare
La vista è il primo senso usato nella preparazione di un cibo, tuttavia prestare attenzione a come una pietanza viene messa in tavola è un’abitudine solo dei ristoranti di un certo livello. Dare importanza all’aspetto estetico del cibo, anche nella vita di tutti i giorni, è un modo per tirare fuori la propria creatività, per generare emozioni positive. Le caratteristiche visive di un cibo possono influire sul gradimento che questo può avere una volta messo in tavola, e per avere conferma di ciò basta pensare ai bambini, a quanto è importante per loro la forma e il colore di una pietanza. Read more >>
Peperoni ripieni con pasta e mozzarella

Originari dell’America centrale, i peperoni appartengono alla famiglia delle solanacee come i pomodori e le melanzane. Sono arrivati in Europa nel XVI secolo ma solo nel XVIII la loro coltivazione si è sviluppata fornendoci questi meravigliosi vegetali che rallegrano la nostra tavola con il loro colore rosso, verde o giallo. Ricchissimi di fibre (2gr/100gr) e di vitamina C, sono anche una ottima fonte di antiossidanti come il carotene: più il peperone è maturo e cioè rosso più è ricco di questi elementi.
Ecco una ricetta che li vede protagonisti insieme alla nostra amata mozzarella.
Nome ricetta originale:
Peperoni ripieni di pasta
Gli ingredienti sono i seguenti: (per 4 persone)
- 4 PEPERONI NON TROPPO GROSSI QUADRATI
- 200 G CIRCA DI MEZZE PENNE, O PENNE
- 200 G CIRCA DI PASSATA DI POMODORO
- MEZZA CIPOLLA BIANCA
- 2 SPICCHI D’AGLIO
- UNA SCATOLETTA DI TONNO SOTT’OLIO DA 160 G
- UNA MANCIATA DI CAPPERI
- OLIVE NERE DENOCCIOLATE Q.B.
- UNA MOZZARELLA TAGLIATA A CUBETTI
- ORIGANO
- PREZZEMOLO
- SALE PEPE
- OLIO EXTRA VERGINE D’OLIVA
Preparazione:
Per la preparazione clicca qui e visiona la ricetta originale.
(Difficolta’ di realizzazione: 2 cucchiai)
La Mozzarella: dal latte di bufala un tipico prodotto locale
Il comparto lattiero caseario bufalino alla fine degli anni settanta inizio una metamorfosi che lo porto’ nel tempo a divenire la realtà che ora conosciamo. Nel proseguo di questo articolo andremo rivedere, grazie ad un testo gentilmente messo a disposizione dal sig. Vincenzo Citro, i passaggi che hanno portato all’ evoluzione dell’ allevamento della bufala dalla sua origine ad oggi, rendendo il prodotto tipico locale che si ricava dalla lavorazione dal latte, un’ eccellenza nel campo alimentare.
“Le paludi ed il clima malsano della piana battipagliese, in secoli addietro, favorirono l’insediamento incontrastato delle bufale. Quando, soltanto alcuni lustri or sono, fu avviato il processo di bonifica della zona, si riuscì a trovare il modo di far coesistere l’allevamento del bufalo e le moderne forme di tecnica agricola.
Allorchè le prime luci dell’alba si diffondono, squarciando le tenebre della notte , nelle aziende della Piana, a conduzione familiare o quasi, inizia il lavoro della mungitura delle bufale, che non ha perduto , con il volgere del tempo , le sue linee essenziali , nonostante si sia passato dalla forma di allevamento brado e semibrado a quello in stalla. Read more >>
Mozzarella al forno

Ecco una semplice ricetta con la mozzarella ottima per la cena.
Quante volte ci sono rimaste in casa, residuo magari del giorno prima mozzarelline di bufala, la ricetta è una buona idea per consumarle realizzando un piatto molto gustoso.
La presenza di carboidrati e proteine rende questa preparazione un ottimo piatto unico, soprattutto se lo accompagnamo con una bella porzione di verdure.
Nome ricetta originale:
Mozzarella in carrozza si…ma in forno
Gli ingredienti sono i seguenti:
-PANE DA TOAST
-MOZZARELLA
-UOVO
-LATTE
-FARINA
-SALE E PEPE q.b.
-PANCETTA
Preparazione:
Per la preparazione clicca qui e visiona la ricetta originale.

(Difficolta’ di realizzazione: 1 cucchiaio)
Nuova norma siero
Il siero e la scotta che risultano dalla lavorazione dei caseifici può essere inviato anche agli allevamenti registrati e non solo ai riconosciuti come era per il passato.
Questo ed altro viene chiarito dal Ministero della Salute nella applicativa al Reg. (UE ) 142-2011, per l’allegato X, capo II, sezione 4. (materie prime per mangimi)
Alla base di tutto c’è la tracciabilità del prodotto. Sono riportate anche le modalità per la raccolta, trasporto ed identificazione del siero e vengono proposti alcuni facsimili per i registri, per le comunicazioni e le richieste da inviare ai Servizi Veterinari Competenti per territorio.
Quando la mozzarella viaggiava in prima classe
Oggi la Mozzarella di bufala è entrata prepotentemente sulla tavola di tutta Europa anche grazie ai nuovi modi di confezionamento:” buste di cellophane, polistiroli, vaschette di plastica, secchielli, atmosfera modificata. Ma come si vendeva la mozzarella di bufala nei primi anni del dopoguerra? Come si trasportava, ad esempio, da Battipaglia a Roma o addirittura a Milano?
L’unico mezzo di trasporto valido era il treno delle Ferrovie dello Stato che è stato utilizzato con successo fino ai primi anni ottanta. Il treno consentiva di raggiungere in tempi relativamente brevi, massimo 24 ore , tutta Italia isole comprese. La confezione di mozzarella arrivava a destinazione in tutte le stazioni , sia piccole che grandi. Altra cosa importantissima per i caseificatori era la vendita “controassegno”. Il cliente per poter ritirare le mozzarelle alla stazione, doveva pagare. Nel ventennio che va dagli inizi del 1960 agli inizi del 1980 dalla stazione di Battipaglia partivano, giornalmente quintali e quintali di mozzarella per tutta l’Italia.
All’improvviso il Ministero della Sanità decise di vietare il trasporto delle mozzarelle con il treno perché necessitavano di trasporto frigo. Addio al treno, comparsa dei corrieri e scomparsa di tanti caseifici. Per i lunghi trasporti le mozzarelle e le provole affumicate del peso di circa un chilogrammo venivano confezionate in ceste di legno in mezzo a paglia di grano, le pezzature più piccole si mettevano in “lattine”, sorta di cubi di latta con coperchio della capacità di circa 10 litri dove trovavano posto 5 o 7 kg di prodotto e 3 o 5 litri di liquido di governo. Per i piccoli trasporti, si utilizzavono le anfore di creta dove le piccole mozzarelle o bocconcini erano immerse in liquido di governo o panna, la bocca dell’anfora veniva chiusa con foglie verdi ed elastiche.
A volte con particolari foglie elastiche e lunghe si confezionavano i” mazzi”, due mozzarelle impilate una sull’altra e chiuse dalle foglie a forma di “caramella”. Per i brevi trasporti i clienti portavano da casa una pentola da cucina dove l’esercente metteva le mozzarelle ed il liquido di governo. I bocconcini alla panna in anfora erano una vera e propria leccornia, costituita da piccolissimi bocconcini di bufala immersi in panna di latte di bufala, il tutto immerso in anforette di creta , in frigo si potevano conservare per 15 – 20 giorni.
Questa specialità gastronomica è scomparsa alla fine degli anni 90, con la chiusura di un caseificio storico di Battipaglia.. Oggi si trovano in commercio solo “volgari” imitazioni prodotte con panne del commercio o addirittura panne vegetale a lunga conservazione.
Benvenuto
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Il comparto lattiero caseario italiano e della Campania in particolare si presenta merceologicamente vario, diffuso sul territorio, articolato in una miriade di piccole e medie imprese che valorizzano prodotti e risorse tipiche del nostro settore primario.
Nell’ambito di tale comparto , la produzione della mozzarella di bufala rappresenta un segmento importante che, con il prestigio e la notorietà che da decenni l’assistono presso i consumatori di tutto il mondo, rappresenta non solo una ricchezza in sé , ma anche volano straordinario per lo sviluppo e la penetrazione commerciale di altre produzioni tipiche,attraverso quel formidabile veicolo promozionale rappresentato dal turismo enogastronomico.
Si tratta, tuttavia, di un segmento produttivo da valorizzare ulteriormente e da tutelare in quest’epoca di globalizzazione che si sta traducendo in una progressiva e veloce standardizzazione dei processi, dei prodotti e degli stessi gusti dei consumatori, nonché delle norme di produzione adottate a tutela degli stessi e, più in generale, per la salvaguardia della “salute” dei cittadini.
Grandi opportunità quindi, per i prodotti tipici, ma anche crescenti difficoltà in quanto essi non possono sperare di sottrarsi interamente a quei processi cui si è appena accennato. Read more >>
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